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Giornata Mondiale della Tolleranza

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In occasione della Giornata Mondiale per la Tolleranza, proclamata nel 1995 dall’UNESCO, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università della Campania Luigi Vanvitelli e l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro hanno accolto, con tre appuntamenti distinti e consecutivi, l’iniziativa dell’Assemblea Nazionale dei Baha’i d’Italia di creare spazi per l’approfondimento di importanti tematiche quali i diritti delle minoranze religiose, la loro tutela in ambito lavorativo e scolastico, e la loro integrazione tramite l’istruzione e la partecipazione alla vita societaria.

In particolare, i tre atenei hanno espresso il proprio sostegno alla comunità baha’i, la minoranza religiosa più numerosa in Iran, oggetto di una sistematica politica di persecuzione governativa in quel Paese, di cui fa parte il divieto normativo di accedere a numerose carriere lavorative e agli studi universitari.
Il convegno tenutosi il 18 novembre presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone, tra docenti e studenti. I relatori del convegno sono stati il Prof. Ennio Triggiani, Preside del Dipartimento, il Prof. Ugo Villani, docente ordinario di Diritto Internazionale, il Dott. Guido Morisco, rappresentante della comunità baha’i italiana e il Dott. Mangialardi, rappresentante di Amnesty International per Bari. Tutti i relatori intervenuti hanno mostrato grande interesse e vivo sostegno rispetto alla violazione dei diritti dei baha’i in Iran, affermando che si tratta di un caso che merita maggiore attenzione e condanna da parte delle istituzioni internazionali. Il Preside Triggiani ha richiamato l’attenzione alle numerose risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano la grave discriminazione operata nei confronti dei baha’i iraniani e di altre categorie quali le donne, i giornalisti e gli attivisti, e che smascherano la contraddizione palese tra l’apertura del paese al commercio internazionale e la sistematica violazione dei diritti umani perpetrata dalle autorità. Il Prof. Villani ha esposto brevemente la storia del diritto alla libertà religiosa e il rispetto delle minoranze, citando importanti documenti quali la Carta Universale dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che sanciscono l’intangibilità di tali diritti anche in caso di pericolo pubblico eccezionale. Facendo riferimento alla doppia dimensione della libertà religiosa, che si esprime sia nel foro interno alla persona, nella sua coscienza, che nel foro esterno, tramite per esempio simboli religiosi, vestiario e luoghi di culto, il Prof. Villani ha ricordato l’obbligo dello Stato di tutelare le minoranze sia in negativo, tramite la difesa dalle discriminazioni, che in positivo, promuovendone l’integrazione e la conoscenza. Il Dott. Morisco ha illustrato il caso della comunità baha’i in Iran, menzionando i principi di questa fede che sono causa di persecuzioni, quali la credenza che vi sia un unico Dio e quindi l’intrinseca unicità del messaggio religioso, la parità fra l’uomo e la donna e l’unità del genere umano nelle sue molteplici diversità. Dopo un breve excursus sulla storia delle persecuzioni, iniziata nel 1800 ed acuitasi dopo la rivoluzione islamica del 1979, il Dott. Morisco si è soffermato sul BIHE (Baha’i Institute for Higher Education), un istituto creato nei primi anni ’80, e tuttora attivo, quando un decreto governativo licenziòin massa tutti i docenti universitari baha’i e vietò l’accesso all’istruzione universitaria a migliaia di giovani baha’i. Infine, il Dott. Mangialardi, responsabile di Amnesty International Bari ha descritto la storia delle discriminazioni contro la comunità baha’i in Medio Oriente, fornendo statistiche tratte dal report annuale di Amnesty sulla violazione dei diritti umani in Iran, citando fonti normative del paese e interviste a baha’i discriminati e incarcerati. Egli ha inoltre sottolineato la sistematicità, l’organizzazione programmatica e la natura istituzionalizzata delle discriminazioni contro i baha’i, rispetto alle altre minoranze religiose presenti nel Paese, le quali sono invece tutelate apertamente dalla Costituzione iraniana.
Il convegno si è concluso con una riflessione da parte del Preside Triggiani e del Prof. Villani sulla responsabilità del mondo accademico di non chiudere gli occhi davanti alla violazione dei diritti umani, ma anzi, di farsi portavoce delle minoranze e garantirne la tutela tramite la creazione di spazi che aumentino la conoscenza di queste tematiche e la consapevolezza della loro importanza.
Segue una breve relazione degli altri due convegni:
Il primo convegno, tenutosi il 16 novembre presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca è stato presenziato dal Magnifico Rettore Cristina Messa, che ha sottolineato l’importanza di iniziative volte alla tutela delle minoranze, soprattutto in ambito accademico. Organizzato in collaborazione con il Centro Pastorale Carlo Maria Martini, l’evento è stato moderato dal Dott. Gilardi. La prima relatrice, la Prof.ssa Tiziana Vettor, organizzatrice del convegno presso l’Università Bicocca e rappresentante del Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità dell’ateneo, ha approfondito il tema della tutela delle minoranze religiose ed etniche in particolare sul luogo di lavoro. La docente ha illustrato il quadro normativo europeo che garantisce la tutela dalla discriminazioni in ambito lavorativo, e ha sostenuto la necessità dell’applicazione di una legislazione lavoristica atta alla tutela indifferenziata degli elementi identificativi della persona. La prof.ssa Tatjana Sekulic invece si è soffermata sulle discriminazioni etniche e religiose in ambito scolastico, che spesso danno luogo al fenomeno del bullismo, ed ha esposto il legame tra discriminazione di genere e discriminazione religiosa. La professoressa ha inoltre riflettuto sul ruolo che il sistema scolastico ha nell’educare i giovani al pluralismo e si è soffermata sulla necessità di formare insegnanti aperti alla diversità. Infine, il Prof. Giuseppe Robiati, rappresentante della comunità Baha’i italiana, ha illustrato il caso dei baha’i in Iran, soffermandosi in particolare sul BIHE (Baha’i Institute of Higher Education), l’istituto di studi superiori che i professori baha’i, licenziati in massa con la rivoluzione islamica del 1979, hanno creato per permettere ai giovani baha’i, a cui è vietato iscriversi alle università, di ricevere un’istruzione.
L’iniziativa è proseguita il giorno seguente, 17 novembre, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. Oltre ad una cinquantina di studenti universitari e docenti interessati all’argomento, era anche presente la classe di quinta del Liceo Scientifico Nino Cortese di Maddaloni (CE). Il preside di dipartimento Lorenzo Chieffi, richiamando l’attenzione alle relazioni commerciali tra Italia e Iran, ha ricordato le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate nel paese, ed ha invitato l’Italia e l’Occidente ad assumersi una maggiore responsabilità nel garantire la tutela dei diritti umani in Medio Oriente. La relazione del Dott. Guido Morisco ha portato alla luce il caso della comunità baha’i in Iran, enunciando i principi baha’i che sono causa di persecuzione in Iran, come l’unità nella diversità e la parità tra l’uomo e la donna, esponendo una breve storia delle persecuzioni dal 1979 ad oggi, e infine soffermandosi sul BIHE, l’istituto che permette ai ragazzi baha’i di ricevere un’istruzione di livello universitario. La Dott.ssa Angela Valletta ha discusso la relazione tra la religione di stato e l’insegnamento di religione nella scuola primaria, ponendo particolare enfasi sullo sviluppo di un senso di convivenza nei ragazzi tramite l'educazione al pluralismo religioso. Il Dott. Sorvillo si è occupato della tutela del fattore religioso a livello aziendale nella contrattazione collettiva e nella normativa europea, e ha evidenziato il razzismo istituzionale nelle fonti normative in ambito lavorativo, perpetrato nei confronti dei Baha’i in Iran. La relazione conclusiva del Prof. Antonio Fuccillo, docente di diritto ecclesiastico, nonché organizzatore dell’evento, si è concentrata sulla tutela delle minoranze religiose nei paesi musulmani, ed è stata una importante riflessione sulla natura inclusiva e tutelante dell’Islam, e sulla necessità di distinguere l’Islam da interpretazioni criminogene ed estreme. Il Prof. Fuccillo ha anche illustrato il cambiamento avvenuto in Europa, dove ormai la religione trascende i confini territoriali e non si identifica più con essi, come invece avveniva dopo la pace di Vestfalia del 1648 secondo la massima “cuius regio eius religio”. Affermando che la persecuzione religiosa è in sé un crimine contro l'umanità non solo contro il fedele, il prof. Fuccillo ha ricordato che la libertà di religione è il più grande diritto umano. In conclusione, il dipartimento si è espresso a favore della tutela dei diritti dei baha’i in Iran e della creazione di spazi di approfondimento della tematica, soprattutto in ambito accademico.