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Bicentenario della Nascita di Bahá’u’lláh

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DOMENICA 22 OTTOBRE, ORE 18.00 HOTEL PALACE - BARI

 

Il prossimo 22 ottobre la Comunità Bahà’ì di tutto il mondo celebrerà il bicentenario della nascita di Bahà’u’llàh (1817 – 2017), fondatore della Fede Bahà’ì e ispiratore di un processo di trasformazione personale e sociale teso all’unità dei popoli e delle religioni. Anche nella nostra città sarà celebrato questo storico evento alle h. 18.00 del 22 ottobre presso l’Hotel Palace, in viia Lombardi, 13. Una serata all'insegna della musica e dell'arte per celebrare la vita di Bahá’u’lláh, fondatore della fede Bahá’í in occasione dei duecento anni dalla sua nascita. La comunità bahá’í di Bari festeggerà insieme a parenti, amici, vicini di casa e ospiti. La celebrazione prevede una breve introduzione sulla figura di Bahá’u’lláh e sulla portata del Suo Messaggio universale, seguita da un reading teatrale a due voci di passi autobiografici e descrittivi della sua vita ed esperienza mistica. Il reading sarà intervallato da musica strumentale e canti. Proiezioni audiovisive arricchiranno il programma.

 

Il più grande nome

 

LE CELEBRAZIONI DEI 200 ANNI DALLA NASCITA DI BAHA’U’LLA'H di Rino Cardone

La Comunità Internazionale Bahá’í si appresta a celebrare, in ogni località del pianeta, raggiunta dal Messaggio di Bahá’u’lláh, un evento di portata planetaria, in quanto a partecipazione collettiva. Si tratta del 200° Anniversario della nascita di Bahá’u’lláh: 1817 – 2017. I preparativi avanzano ovunque, nel mondo. Le date che sono state annunciate per questa solenne celebrazione sono il 21 e il 22 di ottobre: secondo un calendario ufficiale che è stato scelto dalla Casa Universale di Giustizia Bahá’í per allineare le date del calendario gregoriano con quello dell’Egira.

Bahá’u’lláh nacque a Teheran il 12 novembre del 1817; data, questa, che corrisponde con il secondo giorno, del primo mese islamico di Muharram. L’anno in questione corrisponde con il 1233 del calendario arabo-islamico. Bahá’u’lláh era figlio di un facoltoso visir della Corte di Persia. Egli rinunciò alla Sua carriera ministeriale per mettersi al servizio dell’intera umanità e per condurla – attraverso gli Insegnamenti da Lui stesso Rivelati - in una Nuova Era: caratterizzata dal raggiungimento della pace universale. Nel corso della Sua vita, Egli patì il carcere e l’esilio, da parte delle autorità persiane e dell’Impero Ottomano. La Sua Fede è oggi la più diffusa al mondo, dopo il Cristianesimo: stando alla “statistica demografica” redatta dall’Enciclopedia Britannica, nel 1992. Il Centro Mondiale risiede a Haifa.
Per celebrare questo Bicentenario, sono stati programmati molteplici eventi in tutta Italia. La visione che si vuole portare nella società è di una “realtà in continuo progresso”, in cui l’individuo deve fare i conti con la complessità della storia contemporanea: caratterizzata, da un verso, da fenomeni e da strutture che aggregano e che uniscono, e dall’altro verso da elementi e da pratiche di tipo divisivo e dissociativo. Compito dei Bahá’í è di offrire quella che essi ritengono essere la soluzione migliore ai dilemmi che affliggono l’umanità. Per realizzare quest’obiettivo, di sviluppo e progresso, i Bahá’í possono far conto sugli Insegnamenti di Bahá’u’lláh: il Quale oltre ad indicare la presenza, nella storia, di un Dio unico per tutto il genere umano (e la gradualità con cui appaiono, nel tempo, le Manifestazioni divine) annuncia, pure, la nascita in futuro, di un Commonwealth delle Nazioni: capace di anteporre, a livello globale, l'interesse collettivo rispetto ai vantaggi e ai profitti che possono ricavarne i Governi e i singoli governanti.
L’impianto di queste manifestazioni pubbliche, che si stanno organizzando in migliaia e migliaia di località - dal nord al sud e dall’est all’ovest del pianeta - è all’incirca lo stesso: tanto in Italia, quanto in Europa, come nel resto del mondo. Si prevedono incontri di più persone per sentire intonare - in queste riunioni di pace - gli Scritti di Bahá’u’lláh e del Báb. Questi è riconosciuto dai credenti come l’Araldo – ovvero come una sorta di Giovanni Battista - della Fede Bahá’í. Per Lui la Comunità Internazionale Bahá’í si prepara a celebrare, tra due anni, un evento sacro, analogo a quello di quest’anno. Si tratta del Bicentenario della Sua nascita: avvenuta a Shiraz, il 20 ottobre del 1819.
Tutti questi eventi pubblici, che sono in via di programmazione, saranno arricchiti da illustrazione di racconti, visione di filmati e ascolto di canti e musiche. È previsto, anche, il coinvolgimento di credenti di altre espressioni religiose nell'Unico Dio al quale si riferiscono cristiani, mussulmani, ebrei, etc. Non mancherà, inoltre, la presenza di giovani, meno giovani, anziani, studenti, pensionati, atei, agnostici, scienziati, letterati, artisti, rappresentanti del mondo del volontariato e dell’associazionismo. E con loro, anche tanta gente comune e rappresentanti di comunità d’immigrati. Si auspica, insomma, una partecipazione quanto più ampia, ecumenica, universale e solidale possibile. Qualcosa che, nei suoi tratti, dovrà restare nella storia, per far conoscere ad amici, parenti, familiari, conoscenti e persone di ogni ceto sociale, e di ogni provenienza etnica e geografica, l’eterno Messaggio - consolatorio e conciliatore – e le Figure, di Bahá’u’lláh e del Báb.
Nella ricorrenza dei Bicentenari delle nascite di Bahá’u’lláh (2017) e del Báb (2019) la Casa Editrice Bahá’í ha pubblicato un volumetto, dal titolo “Il Báb e Bahá’u’lláh: le Manifestazioni Gemelle”. Esso rappresenta un utile strumento divulgativo per chi voglia conoscere i Principi della Fede Bahá’í. Tra cui: la ricerca libera e indipendente della Verità; l’armonia tra la scienza e la religione; la parità dei diritti tra l’uomo e la donna e l’eliminazione dei divari sociali esistenti tra lo stato di ricchezza e la condizione di povertà.