Il Capodanno Bahá’í a Bari

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L’arrivo della primavera segna l’inizio del nuovo anno per la Comunità Bahá’í Internazionale. A Bari, in Puglia, non si terranno, quest’anno, delle cerimonie pubbliche:

in ottemperanza alle disposizioni precauzionali emanate dal Governo Conte per fronteggiare l’emergenza coronavirus. In ogni caso i singoli credenti e le famiglie festeggeranno in privato, nelle proprie abitazioni, il Capodanno Bahá’í che quest’anno cade il 20 marzo (anziché il 21 marzo): giorno in cui il sole - in questo 2020 - entra nella costellazione dell’Ariete. Il solstizio di primavera (prendendo come riferimento: sia la città di Teheran, in Iran, e sia il Sistema Geodetico Mondiale del 1984) corrisponde con il primo giorno del calendario Badí’ che i Bahá’í affermano avere avuto inizio dalla Rivelazione del proprio Profeta Araldo, il Báb (1819/1850) e della Manifestazione di Dio per quest’Era (conosciuto come “Colui Che Dio avrebbe Reso Manifesto”) Bahá’u’lláh (1817/1892) ”. Il calendario Badí’ (giunto al suo 177° anno) s’ispira al calendario solare, Jalali, dell’antica Persia. Proprio perché allineato al solstizio di primavera, quello Bahá’í è il calendario più esatto al mondo - tra quelli correnti - dal punto di vista scientifico: con un margine di errore di un solo giorno ogni 141.000 anni. Il calendario gregoriano, in uso in Occidente ha, invece, un giorno di errore ogni 3.226 anni. Ribadiamo che la celebrazione del Nuovo Anno (Naw Ruz in lingua persiana) quest’anno sarà svolta, dai Bahá’í, in Italia in forma privata. E sarà celebrata, anche dai credenti baresi e della Puglia, secondo le indicazioni offerte dall'Assemblea Nazionale Bahá’í. Ovvero con momenti devozionali e preghiere, intense e speciali, dedicate ai propri cari e a tutte “ (…) le anime che stanno generosamente servendo in tanti modi in questa situazione critica (n.d.r. a causa dell’emergenza coronavirus); per i malati e gli anziani; per le Istituzioni dello Stato chiamate (n.d.r. in Italia) a difficili decisioni, per il benessere del nostro Paese e di tutta l’umanità."

Rino Cardone